ANTAGONISMI
Mi scuso per la mia prolungata assenza, ma anche noi cani dobbiamo sopravvivere, e per farlo ci tocca tirare la catena, quando più quando meno...
Eravamo rimasti al quesito finale del Piero Ciampi: che cosa s'intenda cioè per appiattimento degli antagonismi sociali. Con ciò non voglio affatto intendere che gli antagonismi siano scomparsi, ma che ad un livello superficiale, performativo ed informativo, essi vengono neutralizzati. L'uso di internet e la copertura sempre più vasta dell'informazione, dovuta all'avvento di mezzi di trasmissione sempre più efficaci, non serve in realtà a dire di più, quanto piuttosto ad occultare sempre più efficacemente il non detto. Questo vale anche per la presunta libertà di internet, che come mezzo in sé avrebbe un potenziale enorme come motore di circolazione delle idee - ma non dimentichiamoci che lo stesso discorso poteva valere anni fa per la tv, almeno dal punto di vista della sua diffusione - che però si sta muovendo verso una direzione che probabilmente era inscritta sin dall'inizio: la proliferazione e la dispersione degli spazi virtuali non si identifica necessariamente con un maggior numero di scelte possibili, anzi, alla lunga sembra indebolire la presenza degli spazi alternativi - la loro capacità di dire appunto - favorendo paradossalmente quella dei luoghi deputati del sapere/potere. Penso ad esempio ai siti dei quotidiani, che recuperano tutta una fascia di lettori disabituati ormai alla pratica dell'acquisto giornaliero di carta stampata - favorendo anche un effetto di analfabetismo di ritorno - o ai motori di ricerca: su internet è ormai diventata una gara a chi è più bravo a inserire parole chiave per arrivare ai primi posti - chiaro esempio di libertà di scelta pilotata, o teleguidata se preferite. Che cosa c'entra tutto ciò con la conflittualità? Io credo che c'entri molto, e lo leggo come uno degli effetti "naturali" del concetto di democrazia così come viene inteso oggi: ad una sempre maggiore spinta verso l'individualismo si accompagna una vera e propria abitudine a delegare tutto ciò che non ci riguarda direttamente. L'antagonismo viene spinto sempre più verso il campo della virtualità - e quand'esso è "reale", come nel caso degli scontri di piazza, viene in qualche modo "virtualizzato" attraverso la ripetizione degli occhi di ripresa (in primo luogo della tv e di internet stesso) che ce lo allontanano nel momento stesso in cui c'illudono di avvicinarcelo. Ciò che ci viene detto è: noi siamo qui per te, non devi far altro che guardare... Da secoli il rapporto tra potere e visualizzazione - tra sguardo e sapere - è indistricabile, ma è indubbio che abbia subito delle notevoli variazioni e che oggi esso sia ancora più forte. Più visibilità, maggiore controllo. E' come l'esempio che porta Deleuze in Che cos'è l'atto di creazione, quando parla della moltiplicazione delle auostrade come apparente incremento della libertà di circolazione, a cui però si accompagna anche un maggior controllo - una maggiore visualizzazione del territorio. E' un po' quello che succede con la rete internet, attraverso il controllo degli accessi... Forse sono andato fuori dal seminato, e per questo vi rilancio il quesito: quali sono per voi i luoghi della conflittualità nelle moderne democrazie occidentali?
Eravamo rimasti al quesito finale del Piero Ciampi: che cosa s'intenda cioè per appiattimento degli antagonismi sociali. Con ciò non voglio affatto intendere che gli antagonismi siano scomparsi, ma che ad un livello superficiale, performativo ed informativo, essi vengono neutralizzati. L'uso di internet e la copertura sempre più vasta dell'informazione, dovuta all'avvento di mezzi di trasmissione sempre più efficaci, non serve in realtà a dire di più, quanto piuttosto ad occultare sempre più efficacemente il non detto. Questo vale anche per la presunta libertà di internet, che come mezzo in sé avrebbe un potenziale enorme come motore di circolazione delle idee - ma non dimentichiamoci che lo stesso discorso poteva valere anni fa per la tv, almeno dal punto di vista della sua diffusione - che però si sta muovendo verso una direzione che probabilmente era inscritta sin dall'inizio: la proliferazione e la dispersione degli spazi virtuali non si identifica necessariamente con un maggior numero di scelte possibili, anzi, alla lunga sembra indebolire la presenza degli spazi alternativi - la loro capacità di dire appunto - favorendo paradossalmente quella dei luoghi deputati del sapere/potere. Penso ad esempio ai siti dei quotidiani, che recuperano tutta una fascia di lettori disabituati ormai alla pratica dell'acquisto giornaliero di carta stampata - favorendo anche un effetto di analfabetismo di ritorno - o ai motori di ricerca: su internet è ormai diventata una gara a chi è più bravo a inserire parole chiave per arrivare ai primi posti - chiaro esempio di libertà di scelta pilotata, o teleguidata se preferite. Che cosa c'entra tutto ciò con la conflittualità? Io credo che c'entri molto, e lo leggo come uno degli effetti "naturali" del concetto di democrazia così come viene inteso oggi: ad una sempre maggiore spinta verso l'individualismo si accompagna una vera e propria abitudine a delegare tutto ciò che non ci riguarda direttamente. L'antagonismo viene spinto sempre più verso il campo della virtualità - e quand'esso è "reale", come nel caso degli scontri di piazza, viene in qualche modo "virtualizzato" attraverso la ripetizione degli occhi di ripresa (in primo luogo della tv e di internet stesso) che ce lo allontanano nel momento stesso in cui c'illudono di avvicinarcelo. Ciò che ci viene detto è: noi siamo qui per te, non devi far altro che guardare... Da secoli il rapporto tra potere e visualizzazione - tra sguardo e sapere - è indistricabile, ma è indubbio che abbia subito delle notevoli variazioni e che oggi esso sia ancora più forte. Più visibilità, maggiore controllo. E' come l'esempio che porta Deleuze in Che cos'è l'atto di creazione, quando parla della moltiplicazione delle auostrade come apparente incremento della libertà di circolazione, a cui però si accompagna anche un maggior controllo - una maggiore visualizzazione del territorio. E' un po' quello che succede con la rete internet, attraverso il controllo degli accessi... Forse sono andato fuori dal seminato, e per questo vi rilancio il quesito: quali sono per voi i luoghi della conflittualità nelle moderne democrazie occidentali?
